spasso palermo assolo


spasso palermo assolo [la sintesi] di un tragitto emotivo alla [ricerca] del quinto elemento [1997_2003]. sperimentazioni espressive legate agli [elementi urbani], supporti riciclati, acidi, detersivi, residui di colore, cemento e body painting. [l'opera della discordia] gli [equilibri precari] chi prende il sopravvento [vince] nel frattempo regna il [caos].

C O L L A
► [palermo supera palermo]
l’opera primeggia e veste sopra di tutto. di prima mattina sudo sole odore ed il colore è vero come certe tinte… poi è lo stesso del giorno prima. disordine ed un trasloco o chi incontrandomi pei vicoli si chiede del mio metodo, mentre io passo e spasso assolo di qua solo per non respirare l’aria inquinata dal traffico. così m’incammino per il mercato dove le voci non sono solo urla, intonazioni alte per una mercanzia fresca modici prezzi per tutti i gusti: un euro. qui rallento l’andatura del passo per concedere spazio alla mia attenta considerazione. raccolgo i giorni della mia vita e ne faccio un tutt’uno con l’esistenza, cioè non faccio niente, semplicemente mi oppongo. questo è tutto quello che so, lo giuro. uguale è la distanza e le facce e l’occupazione di molti e bisogna avere dei buoni denti per quanto ci si vuole saziare. colgo l’interesse di chi ogni giorno opera nei preparativi ornamentali della propria produttività. cibi congelati, marinai e una bancarella delle spezie accanto ad un quarto di bue. una onesta divisa di residenza quotidiana. qui a palermo va bene anche con un piatto di pasta e un pomodoro, il tutto si allunga con l’acqua calda. interi popoli in carovana migrano altri scelgono l’ostilità. qualcheduno prova a venire da noi d’estate quando lo stesso mare che ti prende ti porta in salvo ed il sole è cosi pieno di se ed è il vento che muove l’isola. noi siamo sempre qua, chi è partito ha voluto fare perdere le sue tracce. qui non funziona o così o niente, qui nessuno sta a guardare per caso. maggio_2003.
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[palermo o palermo]
uno zoppo nell’indifferenza accentua il suo danno dice un mio amico poeta e l’ora tarda tocco del destino uccide l’esistenza rispondo. cos’è domani e che cosa devo fare. chi mi ha accusato aveva gli occhi chiusi e la sua parola fa schifo. la stanza del fuoco contro le opere postume, ma lui ritenutosi imbrogliato restituì le ali e dovette piovere a lungo per provare l’errore. perché il martirio, basta. quanti re si tolsero la vita, quanti fedeli pronti a morire: l’infarto colpisce gli uomini al cuore e loro martiri continuano a fumare follia, ed anche quando è tempesta, calma. al buio è inutile cercare la luce e colle mani tastiamo. aiutami affinché non mi raggiunga l’ombra della tua volontà. pane al pane e l’olio è contato che appena finisce l’acqua ci prendiamo a calci. disordine di quante cose nella mia vita, non sanno che quello è il loro posto. abbisogno di milioni di denari dell’apocalisse e del diluvio universale. l’arte è morta ed io orfano ho le stimmate a tutt’è due le mani. così chi più bestemmia dietro di me grida ed abbisogna d’aiuto. l’avevo a portata di mano l’idea in un bicchiere di vino… oh, quanto sto bene ora. era una notte stellata, poi piovve e mi resi conto che non avevo portato l’ombrello. giugno_2003.
► [palermo nasconde palermo]
annettendo tutte le piccole miserie qui sembra una grande infezione. dal mare traffici e singolari pirati. nella vie dementi uomini coi gemelli ai polsi, chi per circostanza chi per noia, adoperano l’intelletto, chi l’impunità, lo spreco dell’acqua, la plastica e la domenica sportiva a messa. poi un giorno viene l’estate e tutti al mare ed il traffico di viale regione siciliana, poi viene l’inverno e le strade si allagano ed il traffico di viale regione siciliana. in primavera a parte il mio compleanno non succede nulla di interessante, in autunno cadono le foglie rimaste. si ricomincia e fra una cosa e l’altra alla televisione raccontano che un giusto è morto ammazzato perché si era ostinato in quello che credeva. lenzuola stese, le serrande abbassate, l’osmosi per induzione, vittime di stragi, amori e sangue. questo è tutto vero lo giuro. che condanna la mia giocare con i cerchi come quando ero bambino. sono buffo lo so e quindi faccio ridere, poi preso da coraggio sputo. luglio_2003.

me@alessandrobaldi.it