poetry B


© Alessandro Baldi
► suntu
drammaturgia [sparpagliata] [per attori decenti]
[monologo [in]differente [slang] anoressico lento] 

tuo
deve essere lo spazzolino da denti
tuoi i vestiti
un telefonino ed una bicicletta
tuo l’utilizzo del tram
delle bretelle
tue le montagne
il mare.
tuo il frutto della terra
un foglio di carta
lo spazio la pubblicità
il ventilatore
la luce
l’acqua minerale gassata
i libri
un accendino
e una sigaretta
tue le tele
i colori e i pennelli
tuo il diritto
la volontà
tua la determinazione
lo spreco
la fede
tuo un delitto
un incendio doloso
una conchiglia
la violenza
tua la premura
la nave dei folli
l’indulgenza
tua la compassione
tua la debolezza
la malattia
tuo il perdono
la riconciliazione
tuo è il mondo
un paio di occhiali
un telefonino ed una bicicletta
i tuoi vestiti
uno spazzolino da denti
tutto
è tuo.

“come calesse volevi essere trascinata. io invece aspettavo te… restammo immobili. poi a casa cancellai il tuo numero dall’agenda. da quel giorno decisi che non t’avrei più chiamata”

SEI SUD – PARUSIA
sono il peggiore
l’ultimo e neanche taglio il traguardo
come sono stupide le vostre supposizioni, cosi
vi guarda con disprezzo il mio pantalone di velluto
“sentinella che vedi…?”
sarà sempre buio se ti muovi sprofondi
la carrozza va lenta
terremoto
l’abito tragico
le immagini ed una previsione meteo
allora un pensiero positivo
caldo di latte
cinque anni di preghiera e bestemmia
si erano dimenticati di lui.
chi sei SUD.
ognuno senza toccare l’altro
chi sei sud sei sud sei sud sei sud sei
e quanta musica quanti suoni d’altri lidi.
come artefice pretende tutto ed è poco
nessuna scritta nessuno ha parlato
non è un sorriso
procede la ragione
esseri capienti
con le mani
e l’accomodamento
con quiete, secondo i tempi
SEI SUD – LOVE
poeta scrive
posizione
prescrizione
discesa e non pensa
qui nessuno tocca
“allora dobbiamo per forza avere nemici
almeno uno da odiare”
con tanta rabbia dentro
finirà per fare del male a qualcuno.
tutto a posto afferma
soffoco
nessuno gli rivolse la parola
BAMBINO
li separa il rammarico e l’insegnamento
lo scrivere al buio
addormentarsi pieni di perché c’è tempo.
AMORE
AMO RE
UNA SFILATA DI TUTTI UGUALI
UNA FOTOGRAFIA
UN COLPO ALLA TESTA

[cioè: io ti do un bacio e tu mi tiri una pietra]
“un fiume rosso sale il corso di un monte. un fiume rosso sale il corso di una mente
le cose sono cambiate. come un demonio che entra nell’amore dammi ragione.
perché reagisci così piano?”

PIANO – TI AMO
mai tutte le porte aperte
mai scacciati dagli angoli
chiusi.
nascosti fra le ombre spiano fantasmi
i governi
il cemento
terra di nessuno
l’acqua non ci bastava
che ricorremmo ai numeri

“suo padre lo guardava da lontano cadde e lo raccolse, ma qualcuno lo derubò”

fino a quando posso reggere il tuo affronto
sei un muro di pietra su pietra
neanche una parola
sono circondato
ancora un giorno, un sole, ancora un tramonto ancora
penso proprio che tu sia davvero così.
ed è questa la cosa che mi fa più paura

“punita sonorità, amaro rammarico”

scorrono le immagini
coca cola
coca
la radio
attaccati al display
il tempo di pensare
di passare da una vita all’altra
“eppure non ero neanche collegato”
l’orologio segna e quarant’otto
mi voglio togliere la camicia
fa effetto
calamaro
e domani sicuramente non andrò a lavorare.
l’orologio segna e cinquanta
la cenere cade sulla tastiera e si accende
la tv
gli occhi a cascata
mi alzo e apro la finestra.

ab © #15

► percorsi d’acqua [il traffico]

un papa si è dimesso..
san remo non l’ho mai visto in vita mia, ma già i titoli dei giornali fanno cagare..
la politica non mi interessa..
in israele continua una violenza inaudita sulla razza [dis]umana.
ci sarà la rovina nel mondo..
astronavi aliene scorrazzano nei cieli e nessuno le vede e nessuno li sente..
io sono un misantropo ed ora sono solo stanco..
poi, ho avuto un tocco..
oggi è l’anno duemilatredici, vedo e sento i segnali dei tempi..
la parola d’ordine è: suca.

potrei scrivere una dozzina di poesie al giorno.. si.. potrei. ed invece mi metto le dita nel naso.
“questa è già poesia.”
no. non stanno esattamente così le cose.
il sole che c’è fuori ad esempio, non giustifica il freddo che sento dentro
ed i miei occhi, si i miei occhi
hanno cambiato colore.
ho rasato i capelli e non mi curo della barba
ho i calzini spaiati
ho un’inutile rubrica telefonica.
ho un sacco di colori e tantissimi pennelli
e mi escono farfalle dal cuore, ma poi
siamo fatti d’organi: e c’è pure lo stomaco ed il fottuto cervello.
oggi riesco a scrivere come guido: col pilota automatico.
acqua che scorre copiosa dal rubinetto,
e vorrei che piovesse fuori
e vorrei passeggiare
e vorrei urlare.
no, non sono arrabbiato oggi,
ho solo i “cazzi vunci” come dice il mio amico ciccio.
e per non pigiare tasti sbagliati, tengo le dita nel naso.
“colpita.”
[tu colpita]
io affondato.
SPLASH
cazzo ho imparato a nuotare fin da bambino
bracciata dopo bracciata vado persino controcorrente.
amica, tu oggi sei la mia musa
ma
io, devo stare zitto
mi devo nascondere
camminare al buio.
mi devo tagliare le dita
devo spegnere gli [interruttori]
scacciare i fantasmi
pregare, si, pregare
chiamare dio per nome e cognome
bestemmiare se occorre.
fumo alla finestra sotto monte pellegrino.
praticamente oggi: mi scaccolo.

HALT
io e il mio squilibrio
ci diamo del tu.
coi sogni folli gioco a dadi.
in un tavolo da biliardo
le palle rotolano a cazzo colpite dalla stecca.
e voglio andare a letto.

cenerentola ha i calli ai piedi
capelli crespi e spettinati.
usa la piastra la mattina
si trucca male e non usa profumo.
cenerentola ha il collo lungo ed un eccentrico odore.
cenerentola mi ha rotto i coglioni stasera
e vuole sempre tornare a casa presto.

TEMPI BASTARDI
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.
la musica segue tempi bastardi
note dopo note
stonata quotidianità.
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.
ed il pettegolezzo sulle stagioni,
la pioggia in primavera
in fila alla fermata della metro.
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.
ho ritrovato la poesia che avevo perso
ho divelto un cazzo di interruttore
[gli altri li lascio a te che credi di sapere tutto]
e le sovrastrutture
e le regole comuni
ed una festa di compleanno.
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.
le mie dita che battono sulla tastiera in trance,
e non posso e non voglio tornare indietro.
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.
tempi bastardi. questi sono tempi bastardi.

i miei polmoni aspirano tabacco
in nuvole di fumo svanisce questa mattina assolata
o di pioggia, dipende dalla stagione.
dai desideri.
dicono che i giorni sono nuovi
dicono che le pareti sono colorate
dicono un sacco di cose.
la verità sta nelle mie dita
in una collana che porto
una foto sul comodino pesa dei suoi ricordi
è cresciuta la mia barba stamani
ho le vertigini a guardarmi allo specchio
non voglio accendere il telefonino.
guardo i residui del giorno prima e su queste macerie
mi rivolgo oggi.
no, domani non esiste ed ieri è già stato.
sono capace di muovermi nel buio
tanto ho il cuore cieco e sordo
e muto.
ho un cuore di cera
un atrio di plastica
un ventricolo di vetro
arterie colorate e vene… no! no
le mie vene lasciamole stare,
come fiumi hanno un letto di detriti.
io so e vedo
e sento e tocco
sento la puzza dei giorni
tocco con mano l’infinito.

poteva essere un giorno di sole, si perché fuori c’è il sole
poteva essere una felice giornata primaverile, si perché fuori è primavera
ERRORE
potevo abitare al terzo piano
potevo, ieri sera, avere un incidente automobilistico per quanto ero ubriaco.
ho visto un solo tuo occhio. mi mancano i tuoi occhi e la tua pelle colorata.
cenere come disinfettante
ricopro il mio cuore di miele.
cibi scaduti alla mia mensa
ERRORE
la mia terra è baciata dal sole
la mia macchina è ricoperta di polvere
ed io
ci scrivo sopra parole.

BASTA

una poesia al giorno per mio fratello michele
una mela
un medico ed un peccato.
piacevole miscuglio
umido, unto
dolce come il miele.
una poesia trovata di mattina
nel traffico di incroci e macchine
righe metropolitane
nevrotiche, veloci, guidando..
righe colorate ricordate, appuntate
una poesia che non è scritta di faccia al mare
ma con l’extracomunitario che mi vuole lavare il parabrezza
al semaforo.
quanto è bello stamani il sole cocente.
una poesia catartica dei sogni della notte.
non mi importa più la meta
non seguo il traffico
e questa strada alberata è la mia via.
sono un poeta a tempo
dalle sette alle sette e trenta del mattino
poi ho altre cose da fare,
devo parcheggiare, come ora, la macchina.
una poesia al giorno la dedico
a mio fratello michele
e a quella donna seduta, alla fermata del tram.

FINE

me@alessandrobaldi.it